Eni punta alla cultura e ai nuovi talenti
Perché l'energia dei giovani è la migliore pubblicità
Oltre settecento comparse, quattro mongolfiere illuminate da spettacolari giochi di luce, centinaia di lanterne, uno shooting durato una notte intera in una location esclusiva – le terme di Caracalla a Roma – sono i numeri del nuovo spot di Eni, sviluppato in collaborazione con Romano Marini Dettina, multimedia designer e performer che ha saputo giocare con la luce nelle sue forme più diverse.

Eni torna a fare cultura con la pubblicità, dando spazio a giovani talenti non ancora affermati. Un’attitudine positiva, aperta e pionieristica che animava già Enrico Mattei oltre 50 anni fa, quando intuì l’importanza di valorizzare i giovani e di puntare su di loro non solo nello specifico settore petrolifero, ma anche in campi solo apparentemente lontani come l’arte, il cinema, e più in generale la cultura. I punti fermi della campagna sono la firma dell’artista, la sua interpretazione del Cane a sei zampe e l’utilizzo della colonna sonora (Don’t stop thinking about tomorrow dei Fleetwood Mac), che invita a rivolgere il proprio sguardo al futuro
Nell'ultimo spot, le protagoniste assolute sono la mongolfiera e le lanterne illuminate, per rappresentare il concetto di luce e calore: "Abbiamo dato una lanterna in mano a ogni comparsa – ha detto Dettina – per rappresentare il coinvolgimento della gente. Le persone devono avvicinarsi alla tecnologia, troppo spesso considerata come avversaria, mentre, il più delle volte, può essere creatività, innovazione e arte". Le foto sono state scattate da Max Sarotto mentre le note di Don’t stop thinking about tomorrow sono state rifrangiate da Raphael Gualazzi per uno spot unico e coinvolgente, tanto che sul web sono comparsi, prima ancora della messa in onda ufficiale, alcuni brevi filmati girati da chi si trovava a passare nella zona coinvolta dalle riprese ed è stato catturato dallo spettacolo.